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Euro, se l’Italia tornasse alla Lira: gli effetti sui conti correnti , immobili e mutui

Posted by Dino De Filippo on 7 luglio 2015
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Con il referendum del 5 luglio prossimo, i cittadini greci saranno chiamati a dire chiaramente al proprio governo se accettare le condizioni imposte dai creditori internazionali o rompere la trattativa e di fatto andare per la propria strada, con la conseguente reintroduzione della Dracma come moneta corrente al posto dell’Euro. Il Grexit è uno scenario ormai sempre meno remoto e diversi analisti si dicono certi che il prossimo paese al quale potrà toccare il destino che oggi vive la Grecia potrà essere proprio l’Italia.

Gli effetti immediati – Il primo fenomeno, scrive affaritaliani.it che si verificherebbe se l’Italia dovesse adottare nuovamente la Lira sarebbe una svalutazione di circa il 30% della moneta, con il relativo aumento del costo delle materie prime di importazione come petrolio e gas, mentre crollerebbero i valori degli immobili e dei terreni.

Banche – L’uscita dall’euro porterebbe l’inflazione a salire, non sarebbe possibile compensare un eventuale aumento dei rendimenti della liquidità depositata in banca. Ponendo infatti l’ipotesi che l’inflazione arriverebbe ad almeno il 5% all’anno, i rendimenti in banca dei conti correnti potrebbero anche salire per esmepio al 2,5%, ma ci sarebbero comunque perdite per decine di miliardi di euro. Piazza Affari perderebbe circa il 20% del suo valore totale, con un impatto sulla ricchezza degli investimenti in azioni e obbligazioni di circa 100 miliardi per le famiglie italiane. Stessa sorte per i titoli di Stato a tre e dieci anni, con una perdita totale dei Btp che oscillerà tra i 20 e i 40 miliardi.

Mutui – Gli economisti più critici nei confronti dell’uscita italiana dall’euro mettono in guardia sui rischi per chi ha acceso un mutuo. Scrive affaritaliani che però va ricordato il passaggio inverso, quando l’Italia è passata dalla Lira all’Euro. In quella situazione i mutui sono stati convertiti con il cambio stabilito in quel momento. Nel nuovo caso ipotetico il cambio sarebbe di 1 a 1 e dopo interverrebbe la svalutazione, sulla quale verrebbero ricalcolate le rate restanti da pagare.

(liberoquotidiano.it)

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